OPTOMETRIA PEDIATRICA E DSA

Per verificare la presenza di eventuali difetti visivi e prevenire i problemi ad essi correlati, è consigliato sottoporre tutti i bambini, indipendentemente dalla presenza di sintomatologia evidente, ad una visita oculistica e ad una valutazione optometrica funzionale del sistema visivo.

Quando?
– 1 ANNO
– 3 ANNI
– INIZIO DELLA SCUOLA PRIMARIA.

In questo modo verrano monitorate sia la salute oculare (competenza esclusiva del medico oculista) sia le abilità visive e lo sviluppo della visione binoculare.

  • Presso i nostri centri optometrici si eseguono valutazioni a bambini di tutte le età, in collaborazione con il Medico Oculista.

La valutazione optometrica pediatrica comprende:

  • Esame obiettivo
  • Esame della refrazione (anche in bambini molto piccoli con metodi oggettivi)
  • Esame della visione binoculare
  • Esame della motilità oculare con particolare attenzione ai movimenti di lettura
  • Esame della capacità di messa a fuoco e di convergenza
  • Valutazione funzionale per i disturbi specifici dell’apprendimento impiegando protocolli standardizzati con valori di riferimento italiani
  • Valutazione della letto-scrittura con particolare attenzione a: impugnatura della penna, distanza di lettura e postura
  • Analisi visuo-percettiva in età scolare attraverso test specifici per indagare le capacità percettive ed attentive del piccolo utente

La durata della valutazione optometrica pediatrica varia da minimo 30 minuti (per i più piccoli) a un massimo di 60 minuti per i bambini più collaborativi.

  • I nostri studi optometrici sono dotati di strumentazione all’avanguardia per la valutazione di tutti i bambini, in ambienti idonei e confortevoli.

Al termine della valutazione optometrica pediatrica sarà rilasciata una relazione completa da poter condividere con altri specialisti.

Ruolo dell’Optometrista nei DSA

La vista e la visione sono processi che apparentemente si sovrappongono ma in realtà descrivono aspetti differenti di un’azione. Per VISTA si intende la capacità di riconoscere uno stimolo luminoso, mentre la VISIONE è un processo neurologico complesso che ci aiuta ad identificare, elaborare e capire ciò che si vede. L’apprendimento avviene principalmente attraverso il sistema visivo, in quanto la maggior parte delle stimolazioni che ci raggiungono dall’ambiente esterno sono proprio di tipo visivo. La visione è coinvolta in tutte le attività che un bambino deve svolgere a scuola, e dunque è strettamente legata con altre abilità tra cui quella linguistica, letto-scrittura, uditiva, di coordinazione motoria e di equilibrio. E’ importante sottolineare che la lettura e la scrittura sono attività nelle quali i classici 10/10 non sono sufficienti ad assicurarne un’ottimale riuscita.

  • Vedere non è solo la capacità di distinguere delle lettere, ma è la somma delle abilità di riconoscere, interpretare e capire quello che si vede.Alla base di questo è di fondamentale importanza realizzare una valutazione completa della aree visive e del loro legame con altre competenze cerebrali.

Avere occhi che si muovono, si allineano e mettono a fuoco correttamente è essenziale per ottenere una migliore comprensione e interpretazione di tutti i messaggi visivi. Per questo motivo, durante la lettura e la scrittura, diventano fondamentali alcune abilità visive come la messa a fuoco a distanze ravvicinate, i movimenti saccadici o di scansione, la coordinazione visuo-motoria per il mantenimento dell’allineamento oculare sul testo.

  • Se un bambino non presenta problemi visivi a livello refrattivo, ma durante la lettura e la scrittura riscontra difficoltà, è possibile che le sue abilità visuo-percettive non siano sufficientemente sviluppate e dunque si possono presentare difficoltà di apprendimento.

L’Optometrista pediatrico, a seguito di un’attenta e completa valutazione visiva funzionale, individua il miglior sistema correttivo ed educativo in relazione alle esigenze del bambino; consiglia, se necessario, lenti definite di performance, per prevenire l’affaticamento visivo e rendere più facile il lavoro da vicino; propone un programma di potenziamento personalizzato (visual training) che prevede una serie di esercizi diretti al miglioramento e/o consolidamento delle abilità visive; suggerisce al bambino semplici regole per una corretta igiene visiva da osservare durante lo studio, quali distanza di lavoro, postura, illuminazione. Nel caso di valutazione optometrica per disturbi specifici dell’apprendimento/dislessia, l’Optometrista collabora a stretto contatto con Neuropsichiatri infantili, Pediatri, Psicologi, Logopedisti, Neuropsicomotricisti, Osteopati, Pedagogisti, Insegnanti.

  • L’intervento optometrico nei casi di DSA, finalizzato al miglioramento dei deficit visuo-percettivi, può rivelarsi un valido, efficace ed utile contributo.

Comportamenti scorretti che possono indicare scarse abilità visive:

  • Il bambino accusa mal di testa dopo aver letto o aver svolto un compito da vicino, accusa bruciore o prurito agli occhi dopo un impegno prolungato
  • durante la lettura o scrittura, il bambino tiene la testa con angolazione eccessiva rispetto al libro
  • si strofina gli occhi durante o dopo brevi momenti di lettura
  • socchiude gli occhi quando esegue un compito da vicino
  • copre un occhio quando legge
  • muove la testa per seguire il testo che sta leggendo invece di muovere solo gli occhi
  • mentre legge dice di vedere sfuocato o doppio
  • ammicca eccessivamente quando esegue un compito da vicino ma non in altre situazioni
  • la durata della sua attenzione è breve
  • i compiti a casa che coinvolgono l’attività di lettura richiedono tempi superiori alla media
  • tiene il libro molto vicino, ad una distanza di 20 cm o meno
  • dice di vedere sfuocato o doppio solo quando il compito è particolarmente difficile
  • deve utilizzare il dito o un segna libro per riuscire a tenere il segno durante la lettura
  • scrive impugnando la penna non correttamente
  • scrive in obliquo verso il basso o verso l’alto; sbaglia lettere e spaziature
  • non incolonna correttamente le cifre di alcuni numeri
  • inverte le lettere “b”con “d”, “p” con “q”
  • omette ripetutamente le parole “brevi”
  • rilegge o salta parole o righe durante la lettura senza accorgersene
  • non riesce a visualizzare, non riesce a descrivere il contenuto di ciò che ha letto
  • perde il segno quando sposta la sguardo dal banco alla lavagna oppure quando copia dal libro al quaderno